{"id":167,"date":"2010-11-26T18:08:21","date_gmt":"2010-11-26T18:08:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cicop.it\/wordpress\/kos-2005-recensione-conclusiva\/"},"modified":"2017-02-14T15:59:02","modified_gmt":"2017-02-14T15:59:02","slug":"kos-2005-recensione-conclusiva","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cicop.it\/wordpress\/it\/2nd-hmh-cos-2005\/kos-2005-recensione-conclusiva\/","title":{"rendered":"Kos 2005 &#8211; Recensione conclusiva"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto con successo a Kos la 2<sup>nd<\/sup> International Conference on Hazards and modern Heritage, nei giorni 2-3-4 Ottobre 2005, promosso dal Centro Intrnazionale per la Conservazionedel patrimonio Architettonico (CICOP-Italia).<\/p>\n<div id=\"attachment_166\" style=\"width: 414px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-166\" class=\"wp-image-166 size-full\" src=\"http:\/\/www.cicop.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/KOS2005-01.jpg\" alt=\"Immagine del 2\u00b0 Congresso H&amp;mH, Kos 2005.\" width=\"404\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.cicop.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/KOS2005-01.jpg 404w, https:\/\/www.cicop.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/KOS2005-01-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><p id=\"caption-attachment-166\" class=\"wp-caption-text\">2\u00b0 Congresso H&amp;mH, Kos 2005.<\/p><\/div>\n<p>IL Congresso \u00e8 stato patrocinato da prestigiosi organismi istituzionali Greci e stranieri, tra cui il Cultural Heritage Center dell\u2019UNESCO, la Prefetturadel Dodecaneso, l\u2019Istituto per gli Studi Archeologici dell\u2019Egeo del Ministero della Cultura Greco, le Universit\u00e0 dell\u2019Egeo (sezione del Dodecaneso), di Firenze, di Napoli Federico II, \u00a0l\u2019Ordine degli Architetti ed Ingegneri del Dodecaneso e il CICOP Grecia, con sede presso l\u2019Aristotelion University of Thessaloniki.<\/p>\n<p>Al congresso hanno preso parte studiosi provenienti dai seguenti paesi: Grecia, Slovenia, Tourchia, Repubblica Ceca, Romania, Belgio, Inghilterra, Syria, Spagna, Brasilia, Uruguay, Italia, Egytto, Bosnia.<\/p>\n<p>L\u2019 inaugurazione \u00a0del congresso \u00e8 stata fatta dal Sindaco di Kos, Dr Miltiadis Fakkos. Hanno salutato\u00a0 i presenti durante la cerimonia di apertura il presidente della Federazione CICOP, Prof. Arch. Miguel Angel Matr\u00e0n, docente dell\u2019Universit\u00e0 di Tenerife (Spagna), la vice presidente della Federazione e presidente della sezione italiana CICOP, Prof.ssa Arch. Nina Avramidou, la direttrice dell\u2019Istituto degli Studi archeologici dell\u2019Egeo del Ministero della Cultura Greco, archeologo Aghelik\u00ec Gianikour\u00ec, la preside dell\u2019 Universit\u00e0 dell\u2019 Egeo in Dodecaneso (settore pedagogia) Dott.ssa\u00a0 Hris\u00ec Vitsilak\u00ec, il presidente dell\u2019 Ordine degli architetti e ingegneri del Dodecaneso, Arch. Panagiotis Veneris e il Consigliere Regionale del Dodecaneso Maria Toulanda \u2013 Parissidou, che ha letto il caloroso saluto del Prefetto\u00a0 ai presenti, in cui\u00a0 si lodava l\u2019iniziativa culturale volta alla salvaguardia del patrimonio culturale ed in particolare del patrimonio edificato.<\/p>\n<p>I saluti inaugurali del Direttore del Cultural Heritage Center dell\u2019UNESCO Arch. Francesco Bandarin e quello del Direttore generale dell\u2019 UNESCO dott. Ko\u00efchiro\u00a0 Matsura (testi riportati interamente sul sito internet del CICOP) e negli atti congressuali del 1\u00b0 (che si \u00e8 svolto a Rodi nel 2002) e del 2\u00b0 Congresso <strong>H<\/strong><strong>&amp;<em>mH<\/em><\/strong>, rimarcavano come iniziative di questo tipo sono in linea con le attivit\u00e0 pi\u00f9 recenti e quelle programmate dall\u2019UNESCO per la salvaguardia del patrimonio architettonico moderno ed in particolare quello coloniale (partag\u00e9) e si auguravano che il CICOP prosegua le sue attivit\u00e0 in questa direzione collaborando strettamente con l\u2019UNESCO.<\/p>\n<p>I temi trattati riguardavano essenzialmente: <em><u>Le calamit\u00e0 naturali<\/u><\/em><em>, <u>I rischi\u00a0 derivanti da azioni umane<\/u>, <u>Le tecniche di valutazione e gestione dei rischi,<\/u> L<u>e tecniche \u00a0di recupero del degrado\/danno<\/u>, <u>La conoscenza e sensibilizzazione dell\u2019utenza verso il valore sociale del patrimonio culturale, Il patrimonio architettonico\u00a0 (partag\u00e9) nel mondo<\/u>, <u>Il patrimonio culturale intangibile<\/u>, <u>L\u2019 archeologia degli architetti del 20\u00b0 secolo<\/u>, <u>La protezione e il recupero dei luoghi archeologici<\/u>.<\/em><\/p>\n<p>Particolare successo ha riscosso il tema riguardante gli sforzi degli studiosi per la protezione e valorizzazione del patrimonio archeologico che ha visto una massiccia partecipazione da molte citt\u00e0\u00a0 greche, Atene, Salonicco, Patrasso, Kreta, Rodi, Kos, ed anche Italiane, nonch\u00e9 dai paesi del medioriente (Turchia, Siria ). Alle suddette esposizioni erano presenti il Ministro dell\u2019 Egeo, Aristotele Pavlidis e i Sindaci dei comuni di Kos.<\/p>\n<p>I lavori di protezione eseguiti nella necropoli dell\u2019 Antica Elefterna, distinti per la discrezione operativa ed il rispetto dei siti archeologici, sono stati presentati dettagliatamente dal Prof. Nikos Stampolidis, Professore nell\u2019 Universit\u00e0 di Kreta e\u00a0 direttore del museo dell\u2019 Arte Cicladica di Atene.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione della dott.\u00a0 Aggelik\u00ec Giannikour\u00ec, direttrice dell\u2019 Istituto Archeologico dell\u2019 Egeo, ha evidenziato con chiarezza la ricchezza del patrimonio archeologico dell\u2019 isola di Kos e gli sforzi volti alla sua rivalorizzazione e protezione, sforzi programmati con cura a medio e lungo termine.<\/p>\n<p>Tutte le conflittualit\u00e0 emergenti in seguito ad interventi realizzabili in zone archeologiche, come la per la ricostruzione dell\u2019antica Via Egnatia, (in corso di esecuzione da alcuni anni) sono stati esposti in dettaglio dal Prof. Ing. Georgios Penelis dell\u2019 Universit\u00e0 Aristoteleion \u00a0di Salonicco, responsabile di questo progetto.<\/p>\n<p>Le problematiche connesse a questo importante tema, divengono drammatiche in paesi come la Syriacon scarsit\u00e0 di fondi per iniziative di protezione del vastissimo patrimonio archeologico, com\u2019\u00e8 stato esposto dal Presidente del CICOP-Syria Prof. Arch. Nuhad Abdallah, Direttore della Facolt\u00e0 di Architettura e Urbanistica dell\u2019 Universit\u00e0 di Tishreen, che vede nella collaborazione con l\u2019EU una concreta prospettiva \u00a0d\u2019intervento.<\/p>\n<p>Sono stati trattati a fondo temi che riguardano le problematiche cimiteriali di complessi monumentali insigni, come quelli del 1\u00b0 Cimitero Monumentale di Atene, esposti dagli Architetti Maria Daniil e Giorgio Poulimeno, cimitero che \u00a0oggi \u00e8 divenuto un vero e proprio museo all\u2019aperto; \u00a0l\u2019ottocentesco Cimitero Monumentale di S. Cataldo a Modena, \u00a0attorno alle cui vicissitudini progettuali e realizzative, durate quasi tre secoli, si \u00e8 sviluppato il dibattito internazionale sull\u2019architettura dei cimiteri, \u00e8 stato \u00a0presentato dalla Prof.ssa Arch. Nina Avramidou, docente presso la facolt\u00e0 di Architettura di Firenze.<\/p>\n<p>Oltre alle varie ed interessanti esposizioni riguardanti le tecnologie pi\u00f9 innovative \u00a0impiegate nel restauro e nella manutenzione del patrimonio architettonico, ha suscitato grande interesse l\u2019impiego dell\u2019informatica per la ricostruzione della memoria e forse, si spera, per l\u2019anastilosi di monumenti insigni, come ad es. il famoso Faro di Alessandria d\u2019Egitto, presentato dal Dr Mohamed Awad, Direttore del centro ricerche della Biblioteca di Alessandria.<\/p>\n<p>Diverse comunicazioni hanno trattato le questioni dei rischi cui sono soggette le architetture del 20\u00b0 secolo a causa dei terremoti, tra le quali l\u2019esauriente presentazione dell\u2019 Ing. \u00a0Panagiotis Plainis (TEE, GR), dal titolo: \u2018\u2018<em>Lezioni dal terremoto di Parnitha (Atene) del 1999<\/em>\u2019\u2019.<\/p>\n<p>In due sezioni tecniche speciali sono stati trattati <strong>\u201cL\u2019architettura coloniale italiana in Dodecaneso\u201d<\/strong> e il \u00a0<strong>\u201cPatrimonio Culturale Intangibile<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Nella prima sezione, il Prof. Arch. Ezio Godoli, dopo un inquadramento storico-politico sulla presenza Italiana nel Dodecaneso e sugli avvenimenti politici e sociali pi\u00f9 salienti verificatisi durante l\u2019occupazione Italiana del Dodecaneso, avvenimenti necessari per l\u2019interpretazione della genesi e delle trasformazioni successive delle architetture Italiane nelle isole del Dodecaneso, ha concentrato l\u2019attenzione sulle figure degli Architetti che maggiormente hanno contribuito alla loro realizzazione: Rodolfo Petracco, Armando Bernabiti, Florestano di Fausto, Pietro Lombardi. Attraverso studi archivistici, svolti da lui e collaboratori nell\u2019ambito di programmi di ricerca finanziati dalla Comunit\u00e0 Europea, presso gli archivi di Rodi e di vari ministeri Italiani, \u00e8 stato possibile ricostruire le carriere di questi architetti del regime fascista fin dai loro studi universitari e i successivi incarichi professionali e trasferimenti a loro imposti dal regime fascista vigente in Italia, in paesi occupati del mediterraneo .<\/p>\n<p>Una trattazione analoga, che ha analizzato con altrettanta chiarezza l\u2019importanza dell\u2019architettura coloniale italiana in Dodecaneso e i fatti storico-sociali in cui sono maturate, \u00e8 stata quella dell\u2019Arch. Efi Anagnostidou, dell\u2019Amm.ne \u00a0Comunale di Kos, la quale ha curato anche una mostra dei progetti degli Architetti Italiani che hanno operato nell\u2019isola di Kos. Le relazioni esposte dai sopraccitati studiosi saranno tradotte e pubblicate sulla stampa locale, considerato l\u2019acceso dibattito sollevato recentemente sul tema in Dodecaneso.<\/p>\n<p>Nella stessa sessione la Prof.ssa Avramidou ha esposto aspetti dell\u2019architettura italiana connessi prevalentemente alle tecnologie di realizzazione, al degrado attuale e al loro recupero, mentre il Prof. Marco Jodice dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze e l\u2019Arch. Benedetta Maio hanno esposto uno studio mirato a quantificare con strumenti innovativi &#8211; come il Project financing il Dimensionamento del Budget &#8211; tempi e costi di recupero e rivalorizzazione degli edifici coloniali Italiani di Rodi, di propriet\u00e0 sia pubblica che privata.<\/p>\n<p>Unanime \u00e8 stato l\u2019 interesse dei partecipanti per i rischi del patrimonio coloniale nel mondo ed\u00a0 in particolare per quello italiano del secolo passato (1912-43) che hanno avuto osservare da vicino, patrimonio che in gran parte \u00e8 oggi tutelato dalla normativa Greca con decreti Presidenziali. Dal punto di vista tecnologico, il problema della corrosione avanzata delle armature metalliche incorporate nelle murature portanti, che investe in modo drammatico la totalit\u00e0 degli edifici coloniali italiani, \u00e8 stato discusso vivacemente dai partecipanti ed \u00e8 stato proposto di organizzare un meeting specifico riguardante l\u2019individuazione delle soluzioni tecniche pi\u00f9 idonee ad affrontarlo.<\/p>\n<p>Nella sessione della cultura intangibile, di particolare interesse sono stati lo studio sul valore sociale del patrimonio culturale esposto dalla Preside dell\u2019 Universit\u00e0 dell\u2019 Egeo del Dodecaneso (settore pedagogico) Dot.ssa Chrisi Vitsilaki, \u00a0e quello di uno \u00a0studio interdisciplinare volto al recupero dell\u2019 area abitativa dimessa rodiese denominata <em>Kritik\u00e0<\/em>, il quale \u00e8 stato coadiuvato anche da una mostra di disegni e composizioni varie degli studenti e dei ragazzi delle scuole sperimentali di Rodi. In questo programma hanno collaborato docenti del settore delle Scienze Sociali dell\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Egeo, con responsabile la Prof.ssa Persa Fochiali (Economia dell\u2019 Istruzione) e docenti del settore dell\u2019Educazione Estetica, con responsabile la Prof.ssa Maria Savaidou Kampouropoulou (Educazione Artistica ed Apprendimento Creativo).<\/p>\n<p>Durante lo svolgimento del congresso sono stati premiati giovani ricercatori di vari paesi che hanno presentato al congresso studi apprezzati per la loro originalit\u00e0 e concretezza. Tra questi, si cita per gli aspetti innovativi la ricerca svolta dall\u2019 Architetto Fani Reisi, in cui il fattore degrado \u00e8 divenuto strumento di recupero, con riferimento al ricco patrimonio di architetture tradizionali dell\u2019isola di Kalymnos. I premi sono stati consegnati dall\u2019Ing. Rea Tassiou, vice presidente della societ\u00e0 Ellenica per l\u2019energia Eolica, in una cerimonia che si \u00e8 tenuta dopo un suggestivo recital di chitarra classica eseguito dal noto artista Greco, Sig. Giakoumakis nel teatro del centro culturale del comune del Dikaiou di Kos.<\/p>\n<p>Tra le conclusioni del congresso che sono scaturite dalla discussione finale, nella quale ha preso parte anche il Sovrintendente onorario alle Antichit\u00e0 Bizantine del Dodecaneso, dott. Elias Kollias, ed in seguito alle osservazioni presentate in forma scritta dai congressisti al presidente del congresso Prof. Nina Avramidou, \u00e8 risultato che la vulnerabilit\u00e0 del patrimonio architettonico del 20\u00b0 secolo \u00e8 dovuta per lo pi\u00f9 al fattore umano (incuranza, ignoranza,interventi errati, vandalismi, conflitti di guerra, ecc.). E\u2019 stata segnalata inoltre l\u2019esigenza di partecipazione e sensibilizzazione dei cittadini tutti e specialmente dei giovani, iniziando dalla scuola di istruzione primaria. Un forte fattore di rischio \u00e8 connesso alla gestione inadatta del patrimonio culturale da parte degli enti di tutela nazionali e locali, che va invece affrontata con strumenti scientifici attuali e con programmazione gestionale su medio e macroscala.<\/p>\n<p>Non sono mancati momenti di gioiosa ospitalit\u00e0 e di viva cordialit\u00e0 tra i partecipanti greci e stranieri, in due cene ufficiali offerte rispettivamente dal Ministro dell\u2019Egeo, Dr Aristotele Pavlidis e dai Sindaci dei comuni limitrofi di kos.<\/p>\n<p>Alla realizzazione del congresso hanno contribuito finanziarmene La Prefettura del Dodecaneso, il comune di Kos, l\u2019Ordine degli Architetti ed Ingegneri del Dodecaneso ed in particolar modo la sezione di Kos, l\u2019 Istituto Archeologico dell\u2019 Egeo e il CICOP Italia e CICOP Campagna, l\u2019Onorevole Sig.ra Natel Kypriotou. Gli atti del congresso saranno pubblicati entro l\u2019anno da uno studio di grafica di Atene, a cura delle due principali organizzatrici del Congresso la Prof.ssa Nina Avramidou, e la Dott.ssa Aghelik\u00ec Giannikour\u00ec, con l\u2019appoggio finanziario della Cooperativa Costruttori di Modena (Italia).<\/p>\n<p>Nina Avramidou\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aghelik\u00ec Giannikour\u00ec<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto con successo a Kos la 2nd International Conference on Hazards and modern Heritage, nei giorni 2-3-4 Ottobre 2005, promosso dal Centro Intrnazionale per la Conservazionedel patrimonio Architettonico (CICOP-Italia). 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