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Temi e sottotemi della BRAU

Le 4 tematiche della BRAU si affrontano negli aspetti culturali e nelle loro implicazioni economico-sociali, con riferimento ad interventi già realizzati o a progetti solo concepiti e proposti. I partecipanti ai convegni organizzati nell’ambito della BRAU sono invitati a presentare studi e progetti sui seguenti temi e sottotemi.

Tema A

Manutenzione permanente delle piccole città storiche

I rapidi cambiamenti nello scenario socio-economico europeo e le trasformazioni demografiche e geografiche incrementano oggi la discrepanza tra lo sviluppo delle attività umane e l’ambiente “costruito”, dando luogo a differenti politiche di intervento, dipendenti essenzialmente dalle realtà economiche di ciascun paese.

Tutte le problematiche che investono la complessità di tali processi, trovano modalità e campi di sperimentazione permanenti nelle piccole città che hanno interesse a creare sistemi di “manutenzione permanente” del patrimonio edilizio locale.

Nel prendere atto di queste realtà prevalenti, si rende necessario uno sforzo maggiore di confronto e discussione su scala internazionale, in riferimento a questo specifico ambito tematico.

1. Moderne tendenze nella gestione del rischio

  1. Revisione della letteratura tecnica relativa ai rischi sul matrimonio edificato.
  2. Priorità riscontrate dai responsabili della gestione dei diversi tipi del patrimonio costruito e loro percezione e conoscenza dei rischi nei settori di loro competenza.
  3. Valutazione dei rischi del patrimonio e delle misure correttive da una prospettiva scientifica.
  4. Proposte di legge, sia a scala nazionale che regionale, per la redazione di strumenti informativi sulle condizioni del patrimonio edificato.
  5. Protocolli di monitoraggio delle condizioni prestazionali residue del patrimonio culturale edificato, i) iniziative ai livelli istituzionali (politici e amministrativi), ii) indicatori che possono segnalare condizioni di rischio.
  6. Carte del Rischio del patrimonio culturale: mappature di rischio su scala territoriale (sismico, idrogeologico, antropico) allo scopo di definire priorità d’intervento in base alla gravità delle situazioni rilevate.

2. Gestione integrata dei rischi

  1. Metodologie e strumenti di gestione sistematica, equilibrata e pratica del rischio, specifiche per il patrimonio culturale.
  2. Tecniche e strumentazioni di monitoraggio. Elaborazioni e Interpretazione dei dati strumentali.

3. Classificazione dei rischi

  1. Caratterizzazione e quindi riconoscimento di tutta la gamma e la complessità dei rischi a cui è esposto il patrimonio culturale.
  2. Raccolta di statistiche riguardanti i danni al patrimonio dal rischio; esperienze vissute dagli utenti finali per tipologie selezionate del patrimonio culturale; consultazione con enti e le agenzie che incidono indirettamente sulla conservazione del patrimonio (amministrazioni pubbliche, agenzie di assicurazione).
  3. Valutazione del rischio su base scientifica di gestione per ogni categoria di pericolo.
  4. Integrazione dei risultati della ricerca all’interno di un quadro di gestione del rischio con ottica pluridisciplinare.

4. Strategie integrate di protezione, recupero e promozione del patrimonio culturale

  1. Disposizioni legislative nazionali e regionali che si prefiggono di garantire e di disciplinare il graduale recupero degli immobili storici e dei beni culturali.
  2. Prevenzione del rischio di crollo nei fabbricati residenziali – Schede di autovalutazione.
  3. Processi pluridisciplinari per la valutazione delle strategie di manutenzione permanente.
  4. Strumenti per la pianificazione della manutenzione permanente del patrimonio, e l’identificazione delle lacune di conoscenza e di eventuali ulteriori esigenze di ricerca.

5. Manutenzione e riqualificazione energetica nel recupero dei centri storici minori

  1. Preservare il patrimonio architettonico degradato e il suo tessuto sociale, attraverso l’operazione di tutela dell’ambiente e l’uso di nuove tecnologie, progettazione e installazione di sistemi energetici a bassa emissione.
  2. Integrazione di sistemi passivi per il riscaldamento e il raffreddamento, architettura bioclimatica, progettazione del paesaggio e altre strategie per riqualificare l’identità culturale locale.

6. Casi studio inerenti ai temi sopraesposti.

Tema B

Restauro di Complessi Monumentali

Gli interventi sul patrimonio architettonico costituito da Complessi Monumentali, sono da sempre contesi tra contrastanti ragioni ed interessi. Tra questi, le esigenze di adeguamento, anche solo parziale, ai nuovi standard di vita e di sicurezza (impiantistici, antincendio, antisismici) che contrastano con quelli della conservazione dei loro Valori, tangibili e intangibili, contenuti nei loro ambienti e nelle loro strutture; ed anche, nelle conflittualità attorno all’uso appropriato delle tecnologie avanzate e il riproponimento delle tecnologie del passato.

Le soluzioni a queste e ad altre problematiche ancora irrisolte potranno scaturire solo da un confronto diretto tra esperti su scala internazionale su tutti gli aspetti conflittuali che condizionano il processo decisionale dell’intervento sugli edifici monumentali. Confronto che oltre oltre a tener conto del grado di rischio delle persone e del monumento, dovrà considerare anche, attraverso un’analisi attenta delle percezioni sociali, un ottimale combinazione di tutte le esigenze dei Cittadini.

1. Gestione e Pianificazione degli interventi

La conservazione del patrimonio monumentale è parte integrante della pianificazione e del processo di gestione del patrimonio culturale di una data comunità e deve contribuire allo sviluppo sostenibile, qualitativo, economico e sociale della comunità stessa.

  1. Autenticità, Storicità, Cerimonialità, Identità di un Monumento. Proposte di ridefinizione critica e categorizzazioni dei monumenti.
  2. Procedure di attribuzione dell’“Importanza” ad ogni caratterizzazione monumentale, secondo i codici tecnici e i valori morali della comunità.
  3. Rispetto dei Diritti delle Generazioni future in rapporto al patrimonio monumentale disponibile oggi e le scelte di conservazione.
  4. Gestione politica del patrimonio architettonico monumentale. Il ruolo del Governo e delle Autorità locali nella pianificazione della protezione del patrimonio monumentale.

2. Conflittualità emergenti nel processo dell’intervento

In tutte le pratiche di restauro in vigore nei vari paesi, la principale loro caratteristica è la contraddittorietà dei Valori del monumento, ma anche la loro relatività, dal momento che ogni volta viene ricercata una loro combinazione ottimale, si hanno delle ricadute immediate nelle scelte progettuali.

  1. Ri-definizione dei Valori di un Monumento: i) Valore di Protezione della Vita Umana, ii) Valore di protezione della Forma: appagamento estetico che offre la vista di un Monumento, dal di fuori e da dentro, iii) Valore Simbolico: importanza storica o religiosa del monumento e dei suoi contenuti, iv) Valore Tecnico: procedimenti realizzativi, dettagli costruttivi, materiali incorporati.
  2. Conflittualità nel triangolo concettuale Funzionalità/Sicurezza/Economia in interventi di recupero-miglioramento-adeguamento agli standards e normative attuali e ottimizzazione delle scelte progettuali.
  3. Gestione di Qualità e algoritmi di valutazione delle prestazioni attese in seguito all’intervento: a) Reversibilità/ grado di Ripetibilità dell’intervento, b) Durabilità nel tempo di materiali ed elementi aggiunti, d) Credibilità Costruttiva dell’intervento in specifiche condizioni tecnico-economiche e condizioni di controllo, e) Fattibilità e Controllabilità della soluzione proposta, g) Funzionalità al riuso in caso di nuovi utilizzi (ad es. sfruttamento turistico).
  4. Conflittualità tra Sicurezza strutturale e Valore Tecnico del monumento nelle diverse fasi d’intervento. Ottimizzazione delle scelte progettuali. Casi studio
  5. Restauro/Anastilosi dei Monumenti: procedure, tecniche, tecnologie.
  6. Gli interventi di de-restauro. Legittimazioni e limitazioni delle scelte progettuali.
  7. La riconversione energetica per riqualificare il patrimonio architettonico monumentale.
  8. Le barriere architettoniche nel restauro dei complessi monumentali.

3. L’intervento strutturale sui complessi monumentali

  1. Ricadute delle scelte d’intervento sui Valori Monumentali: a) sulla Forma del Monumento (modifiche geometriche o cromatiche, grado di danno ammissibile per tipologia d’intervento sotto le azioni di progetto), b) sulla Storicità del Monumento (grado di eliminazione di superfetazioni conservabili, impedimento delle funzioni correnti, quali ad es. le celebrazioni liturgiche), c) sul Valore Tecnico del Monumento (grado d’influenza dell’intervento sui materiali esistenti e sulla loro disposizione costruttiva).
  2. Gestione di Qualità e algoritmi di valutazione delle prestazioni attese in seguito all’intervento: a) Reversibilità/ grado di Ripetibilità dell’intervento, b) Durabilità nel tempo di materiali ed elementi aggiunti, d) Credibilità Costruttiva dell’intervento in specifiche condizioni tecnico-economiche e condizioni di controllo, e) Fattibilità e Controllabilità della soluzione proposta, g) Funzionalità al riuso in caso di nuovi utilizzi.
  3. Grado di adeguatezza/inadeguatezza delle prescrizioni Internazionali (Convenzioni Internazionali e Carte ) in ambito del restauro strutturale dei Monumenti. Confronti, carenze, proposte di aggiornamenti.
  4. Affidabilità Costruttiva. Programmi di controllo e monitoraggio durante e dopo gli interventi. Verifiche dell’efficacia dei risultati conseguiti durante e dopo l’intervento.
  5. Preservare i monumenti dalle calamità naturali: a) interventi di miglioramento/rinforzo/adeguamento strutturale, b) approcci alla sicurezza differenziati tra strutture antiche e strutture nuovo.
  6. Progetto globale integrato: Procedure di valutazione della Importanza attribuibile ai diversi aspetti progettuali inerenti architettura, struttura, impianti e funzionalità.

4. Il patrimonio condiviso

  1. Il bilanciamento delle varie esigenze emergenti tra diverse comunità culturali durante il processo decisionale di restauro del patrimonio monumentale condiviso. Conflittualità tra l’esigenza di protezione dei valori presenti nel patrimonio condiviso e le aspettative del pubblico, dei visitatori e degli abitanti del luogo.
  2. La rimozione o l’alterazione di qualsiasi materiale storico: appartenenze, dislocazioni, restituzioni: necessità di regolamentazione internazionale.
  3. Usi socialmente utili dei monumenti coloniali e loro conservazione. La conservazione dei monumenti condivisi è sempre favorita dal loro uso per qualche scopo socialmente utile, senza perlatro modificare l’assetto architettonico o i decori contenuti nell’edifico.

5. Casi studio

  1. Complessi monumentali che rivestono rilevante importanza per il loro significato storico e per i caratteri architettonici e artistici di particolare pregio
  2. Complessi monumentali o rappresentativi del tessuto edilizio storico che hanno mantenuto significative caratteristiche sul piano architettonico e distributivo
  3. Edifici che fanno parte integrante del patrimonio edilizio storico, pur non presentando particolari caratteri architettonici e artistici di pregio

Tema C

Strategie per la riappropriazione degli edifici dismessi ubicati nei centri urbani ed extra-urbani; archeologia industriale.

Con riferimento alla crescente domanda edificatoria ed alle trasformazioni demografiche ed infrastrutturali dei centri abitati, è divenuta critica la ricerca di una strategia globale di riutilizzo degli edifici rappresentativi o industriali dimessi (cinema, teatri, edilizia per l’artigianato e l’industria, caserme, ecc.), basata sulla lettura attenta ed interdisciplinare dei processi modificativi dell’ambiente costruito.

Solo attraverso un ricco scenario di idee e di vincoli, come quello che potrà offrire una biennale internazionale di restauro, si ritiene possano emergere strategie di “riappropriazione” basate su approcci interdisciplinari, privilegiando risorse e valori.

The objective of this topic is to raise a debate about the competences, responsibilities and governmental and urban design mechanisms that determine future of brownfield sites and working-class neighborhoods while also pinpointing those schemes of urban governance, urban policies and urban projects which balance successfully between the imperatives of transformation imposed by market forces and preservation of urban memory.

1. Riuso sostenibile di edifici in disuso e siti abbandonati

La sostenibilità è un processo multidimensionale che coinvolge questioni sociali, economiche e architettoniche che emergono da esigenze reali di una certa comunità o può anche avere il potenziale per generare un certo bisogno o richiesta. Vi è necessità di un nuova etica di progettazione architettonica, che supererà l’ego e i concetti architettonici pretenziosi ed astratti, e si tradurrà in un “processo dinamico” di progettazione del ciclo di vita degli edifici.

  1. Responsabilità: la Capacità di Provocare o Dare Risposte.
  2. Dinamiche (processi e trasformazione) di Rivitalizzazione dei Siti Abbandonati.
  3. Cooperazione internazionale – scambio di esperienze.

2. Risanamento e Decentramento Urbano

Con i cambiamenti della struttura socio-economica delle città degli ultimi decenni, la riqualificazione urbana e il conseguente decentramento hanno acquisito nuova importanza come strategia per la sostenibilità ecologica. In molte città di tutto il mondo interi quartieri (come quelli dei stabilimenti balneari, gli impianti ex-industriali e le annesse zone residenziali) vengono abbandonati e trasformati per usi diversi e status sociali nuovi; quindi, particolare attenzione va posta ai seguenti sottotemi:

  1. Impatto sociale della riqualificazione urbana /decentramento.
  2. Definizione delle politiche della riqualificazione urbana /decentramento.
  3. Impatto ambientale di riqualificazione urbana / gentrification.
  4. Siti di comunicazione in disuso (porti, stazioni ferroviarie, aeroporti, luoghi di confine).

3. Archeologia industriale

L’archeologia industriale è evoluta negli ultimi decenni come una disciplina che prende in considerazione non solo significati in termini tehnologici ed economici, ma assume anche significato culturale, come simbolo di cambiamento.

  1. Metodologie, procedure e tecniche di intervento in Archeologia Industriale
  2. Prospettive del patrimonio industriale-Verso nuove strategie di recupero.
  3. Riutilizzo sostenibile delle storiche aree industriali
  4. Manutenzione per la conservazione.

4. Tecnologie degli interventi nei settori archeologia industriale ed impatto ambientale

Sono necessari impegno interdisciplinare e tendenze chiare sul futuro utilizzo e valorizzazione degli edifici industriali dimessi, nei settori di urbanistica, architettura ed economico.

  1. Tecnologia di interventi ed Impatto ambientale.
  2. Nuovi approcci nel trattare rifiuti edili derivanti dalla dismissione degli edifici industriali.
  3. Incentivi economici per attivare pratiche e servizi di efficienza energetica.

5. Casi studio inerenti ai temi sopraesposti

Tema D

Interventi sul patrimonio edilizio moderno

I criteri di intervento sugli edifici rappresentativi dell’architettura del novecento, vengono da sempre stabiliti sulla base di normative discutibili se non del tutto mancanti, lasciando perciò grande spazio all’iniziativa privata ed alla libera interpretazione.

Nessuno si aspettava, inoltre, di dover utilizzare gli edifici in cemento armato realizzati subito dopo la seconda guerra mondiale, per un periodo superiore a dieci o venti anni; la grande ricostruzione post bellica degli anni cinquanta veniva intrapresa nella convinzione che “presto si sarebbe potuto rifare tutto meglio e con tecnologie più moderne”.

Questi edifici, oggi, richiedono perciò “cure” di restauro strutturale, adeguamenti impiantistici e miglioramenti estetici che vanno regolamentati attentamente, in relazione alle risorse economiche e tecnologiche di ciascun paese. Un confronto su scala internazionale delle loro potenzialità residue (sicurezza, valori estetici, valori tecnologici, ecc…) potrà suggerire politiche di intervento volte al risanamento gli edifici stessi, senza perdere di vista l’ economie locale.

Lo sforzo differenziato che viene posto nei diversi paesi (quelli più poveri e quelli più avanzati) per prolungare la durata della “vita” di questi edifici, può far comprendere la vastità di suggerimenti e soluzioni che possono scaturire da un ragionato confronto su scala internazionale.

1. Istruzione e teoria per la tutela degli edifici moderni e dei complessi edilizi del ventesimo secolo

  1. Gestione strategica per il restauro dei beni architettonici moderni su scala regionale.
  2. La formazione per la manutenzione e recupero del patrimonio architettonico moderno.
  3. Iniziative nell’ambito del Consiglio d’Europa e dell’UNESCO per la conservazione dell’architettura del ventesimo secolo.
  4. Il patrimonio edilizio tra le due guerre mondiali periodo: vulnerabilità e conservazione. La conoscenza e l’uso di nuovi materiali e tecniche (minerale cellulare e vegetale, materiali fibrorinforzati, sughero agglomerato, linoleum, mattone di vetro-cemento, metallo, cemento e alluminio). L’identità stilistica: sistemi di valori condivisi che hanno l’obiettivo di una qualità diffusa.

2. Il patrimonio edilizio tra la 2a guerra mondiale e gli anni novanta in Europa

  1. Riprogettazione degli edifici e degli spazi urbani.
  2. Storia e sviluppo. Diagnosi e rimedi.

3. Tecniche di rivestimenti in pietra nel 20° secolo

  1. Restauro delle diverse tecnologie di rivestimenti in pietra: pannello prefabbricato di pietra a vista: tecniche di monitoraggio e di intervento per la stabilizzazione delle lastre.

4. Paesi in via di sviluppo

  1. La casa singola: la casa e la sua evoluzione, la conservazione delle tecnologie locali, le tecnologie dei colori e della loro conservazione.
  2. Le grandi opere: “altri modernismi” da conservare: edifici pubblici, edifici per l’istruzione, edifici industriali, edifici sportivi.
  3. Conservazione e sostenibilità: aspetti conflittuali, tecnologie innovative, le politiche di intervento; reali possibilità di adattamento alle strategie di insediamento e piani per la riconversione economica.

5. Casi studio inerenti ai temi sopraesposti